La Fondazione Francesco Saverio Nitti si interessa a Maratea

La Fondazione Francesco Saverio Nitti si interessa a Maratea  con i “Progetti e politiche rivolte ai luoghi”.

Il posto è uno dei più affascinanti del Mezzogiorno, il Golfo di Policastro, l’area è quella di Maratea.  Unico comune della Basilicata ad affacciarsi sul Tirreno, ha una costa di circa 32 km incastonata in una posizione geografica ed ambientale notevole, variegata di insenature, grotte, scogli e secche. Alle spalle, i versanti montuosi calano direttamente sul mare creando forti contrasti cromatici e orgrafici che offrono scorci visivi unici. Non a torto Maratea è definita la perla del Tirreno, una terra baciata dalla fortuna, che potrebbe crescere intorno a questa ricchezza paesaggistica, ma che riesce a valorizzare solo per pochi mesi all’anno.

E, proprio per farne un caso di studio e, contemporaneamente, per lanciare una nuova modalità di formazione residenziale sul territorio oggetto di studi, la Fondazione Francesco Saverio Nitti ha inaugurato una Scuola di Alti Studi sullo Sviluppo, dal titolo “Far accadere le cose – Strumenti per il successo dei progetti rivolti ai luoghi nel Sud d’Italia” e ha chiesto a docenti e allievi che ne hanno preso parte, di elaborare un piano per “destagionalizzare” il turismo a Maratea.

E così, 24 allieve e allievi di varia formazione universitaria e lavorativa, provenienti dal Mezzogiorno, 31 docenti, di cui 10 stranieri, si sono confrontati per tre mesi, coinvolgendo in questo percorso la comunità e le istituzioni di Maratea.

 L’attenzione é stata incentrata sul tema dell’accessibilità in Basilicata, e a Maratea, argomento  fortemente sentito.

In team working è stato predisposto un progetto sulla mobilità integrata e sostenibile del territorio con l’elaborazione di un network su due livelli. Un livello locale, con un progetto orario integrato fra treni di lungo percorso e treni locali cadenzati (metropolitana leggera), e con la riqualificazione dei sentieri urbani e naturali, aventi nelle stazioni ferroviarie dei potenziali “link” con le altre modalità di trasporto. Un livello regionale, con un ridisegno dell’offerta dei bus, mirato a una copertura più omogenea del territorio, con potenziali nodi d’interscambio ferro-gomma.

 

Il progetto della mobilità integrata è stato percepito come un segnale di attenzione da parte dei cittadini che non hanno a disposizione una rete di trasporti efficiente ma non solo per questo. In realtà sappiamo tutti che un network funzionale e integrato è anche un presupposto per lo sviluppo economico di un territorio, e proprio il ministro Barca nel Piano per il Sud pone particolare attenzione al miglioramento dei trasporti, in primis quello ferroviario, quale leva strategica per la rinascita del Mezzogiorno.

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